11 Ottobre 2018
Ridurre il packaging in plastica per una filiera distributiva più sostenibile.

Avete mai sentito parlare di Ekoplaza?

No? Rimediamo subito!

Ad inizio anno questa catena olandese di negozi specializzati in prodotti biologici ha allestito un intero settore con circa 700 prodotti alimentari privi di imballaggi in plastica, sostituiti con materiali riciclabili e/o biodegradabili. Ad oggi, i prodotti sono oltre 1370 e siamo sicuri continueranno ad aumentare.

Quindi possiamo affermare che il primo esperimento al mondo in questo senso è ampiamente riuscito.

Ma si tratta di un caso isolato? Assolutamente no.

A Londra, una ragazza di origini italiane ha aperto un piccolo market – il Bulk Market – ovvero un negozio dove i clienti possono acquistare prodotti alimentari e non solo, sfusi, portandosi da casa barattoli e contenitori. Inoltre, le GDO britanniche stanno commercializzando sempre più i prodotti con le etichette “plastic free”, che indicano al consumatore l’assenza di plastica nel packaging. E l’Iceland, catena inglese leader dei surgelati, ha stabilito l’obiettivo di arrivare al 2023 con prodotti confezionati solo con carta e cartone e altri imballaggi eco-sostenibili.

L’Italia è fanalino di coda? La risposta, anche in questo caso, è no!

No perché Lidl Italia, filiale della catena tedesca della grande distribuzione, ha annunciato l’obiettivo di tagliare di almeno il 20% l’utilizzo di materie plastiche negli imballaggi dei prodotti del proprio marchio, entro il 2025.

No perché in Italia ci sono i negozi dello sfuso, diffusi un po' in tutte le regioni, dove si acquistano prodotti senza imballaggio: così cambia l’idea consumistica di acquisto e prima ancora di produzione. Un concetto fondamentale pensando a come il sistema del riciclo – da solo - non è in grado di migliorare in modo significativo il disastro ambientale provocato dall’utilizzo massiccio delle plastiche. Solo in questo modo sarà possibile fare davvero quel fantastico “step into a plastic-free world”.

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